Kayak

  • Mondiali di… canoa!

    Mondiali di CanoaPer quanto l'attenzione dei più sia concentrata sui mondiali di calcio, come alcuni di voi sapranno, sabato 14 giugno si sono conclusi anche i Campionati del Mondo di canoa discesa, iniziati il 9 giugno nelle acque del fiume Adda

    Ottimi i risultati degli italiani:

    Femminili
    Costanza Bonaccorsi (classe 1994) vince la medaglia d’oro nel K1 femminile (43.380), guadagnandosi il titolo di campionessa del mondo. Dietro di lei la francese Charlene Le Corvaisier e la transalpina Sistine Malaterre.
    Un secondo oro va alla diciassettenne Chiara Carbognin, prima classificata nel C1 femminile (40.080). Dopo di lei la francese Marjolene HEcquet (40.550) e la ceca Radka Valikova (40.850). Quarto posto invece per l’altra azzurra in gara, Marlene Ricciardi (41.920).
    Le nostre ragazze si distinguono anche nel K1 femminile a squadre (50.230), dove il team composto da Costanza Bonaccorsi, Beatrice Grasso e Viola Risso guadagna il terzo posto. L'oro va invece alla Germania di Fuesser, Overbeck e Stoeberl (49.890), seguire al secondo posto dalla Francia di Le Corvaisier, Hostens e Malaterre (50.220).
    Maschili
    Un'importante vittoria per l'Italia anche nel K1 maschile a squadre (43.230) dove ad aggiudicarsi il terzo posto è il team composto da Mariano Bifano, Davide Maccagnan e Pierpaolo Bonato. L’oro va invece alla Slovenia di Znidarcic, Debeljak e Urankar (42.740), che si posiziona davanti alla Repubblica Ceca di Hala, Mruzek e Slovak (43.050).
  • Corso intensivo di sicurezza fluviale

    Corso intensivo di sicurezza fluvialeQuand’è l’ultima volta che vi siete esercitati a nuotare in fiume o a tirare la corda? Eh, già.

    Proprio per questo motivo al Centro Canoa e Rafting Monrosa abbiamo deciso di organizzare domenica 8 giugno una giornata dedicata alla sicurezza in fiume.

    So bene che in questo preciso momento un diavoletto nella tua testa sta dicendo "Si ma... invece di fare il corso potresti andare in canoa un giorno in più..." ma mantenersi in aggiornamento ed allenati anche sul salvamento è una componente importante dello sport che pratichiamo, e che sarebbe bello poter praticare con sempre meno rischi.

    Il corso, tenuto da Guide qualificate F.I.Raft dura un solo giorno appunto per poter permettere a tutti di partecipare e lasciando in ogni caso il sabato libero per eventuali discese.

    Programma della giornata

    ore 9.00
    ritrovo presso il Centro Canoa e Rafting Monrosa a Balmuccia (VC)
    - introduzione e presentazione del corso
    - esercizi a terra: basi del primo soccorso, lancio della corda a secco, teoria sul recupero con imbrago
    ore 11.00
    spostamento in riva al fiume in zona appositamente designata
    - nuoto in fiume
    - lancio della corda al pericolante in corrente
    - recupero con imbrago
    - simulazione dell’incastro di piede e recupero con doppio imbrago
    ore 17.00
    ritorno al Centro Canoa e Rafting Monrosa con doccia calda

    Materiale necessario

    Ciascun partecipante dovrà portare con sé:
    - abbigliamento termico (muta o pantaloni stagni, giacca d’acqua e maglia termica): tenete presente che staremo molto in acqua perciò meglio stare caldi!
    - casco e salvagente
    - corda da lancio con moschettone
    - scarpe adatte sia a spostarsi agilmente sui sassi sia al nuoto in fiume
    - facoltativo: paraspruzzi, canoa e pagaia nel caso si scelga di raggiungere in canoa la zona in cui si svolgeranno le esercitazioni pratiche; in caso contrario l’avvicinamento potrà essere fatto con i mezzi a discrezione di ciascun partecipante.

    Info e prenotazioni

    Costo a persona: 20 €

    Per ulteriori informazioni o per prenotare contattaci a Diese E-Mail-Adresse ist vor Spambots geschützt! Zur Anzeige muss JavaScript eingeschaltet sein! oppure telefonicamente al +39 348 8463776 (Davide Longoni)

  • 7 consigli per uscire con un canoista (e sopravvivergli)

    Canoa in ValsesiaLiberamente tratto da: "How to Date a Kayaker: A Guide to Outdoor Whitewater Bliss" di Ashley Woodring, fidanzata da ormai cinque anni con Chris Gragtmans.

    1) Se cerchi un fidanzato ricco: stai alla larga dai canoisti.
    Prendine atto: il kayak è uno degli sport meno retribuiti, anche a livello di top-atleti. Nella maggior parte dei casi, il meglio che tu possa sperare è di avere uno sponsor che finanzi il tuo viaggio. E questo se sei moooolto fortunato.

    2) Smettila di interrogarti sulle condizioni meteorologiche: sei fregata in ogni caso.
    Non si capisce bene perché, ma sembra sia sempre un buon giorno per andare in canoa. Se fuori c’è il sole, "è una giornata meravigliosa per andare in canoa!"; se piove come Dio la manda, "uao, c’è un sacco d’acqua". Insomma: sei fregata 365 giorni l’anno.

    3) Abbassa le tue aspettative di comunicazione.
    E’ spesso difficile mantenere un contatto con i canoisti quando sono in giro in kayak. Che sia perché sono immersi in gole dove i cellulari non prendono, o persi per fare qualche recupero, stai sicura che ci metteranno più del previsto. Ti conviene tenere in stand-by tutti i tuoi piani per una cenetta romantica post-discesa, ed avere un piano B con qualcosa di pronto da mettere nel microonde all’ultimo minuto.

  • Uno sport di serie B? (part I)

    Kayak Olimpiadi MolmentiNon c’è dubbio sul fatto che la canoa fluviale sia sempre stato un sport figlio di un dio minore, poco conosciuto, poco praticato, poco seguito dai media; gli amanti di questo sport spesso si interrogano sulle possibili cause, senza tuttavia nascondere quel briciolo di orgoglio che contraddistingue coloro che si sentono parte di una cerchia ristretta ed un pochino elitaria.

    Fortunatamente sono arrivate altre specialità quali rafting, hydrospeed e canyoning che hanno permesso una diffusione maggiore degli sport fluviali grazie alle minori barriere d’accesso iniziali, ma il problema rimane.

    Proviamo insieme a cercare di capire quali sono le ragioni che rendono così difficile avvicinarsi a quello che invece, secondo noi, è lo sport più bello del mondo!

    Perché è così difficile iniziare?

    Ci sono sicuramente diversi motivi che rendono l’accesso alla canoa abbastanza complicato, inibendo l’intrapresa di questo sport da parte della massa degli sportivi:

    - l'attrezzatura necessaria è composta da numerosi elementi (kayak, pagaia, giacca d’acqua, muta, paraspruzzi, lycra) e comporta un investimento iniziale non insignificante;
    - il trasporto del materiali è difficoltoso e preclude le possibilità ai più giovani senza auto (se non accompagnati);
    - le condizioni meteorologiche possono essere un forte disincentivo;
    - l'uscita dal fiume sono spesso faticosi.

    Una vita comoda

    Un'altra ragione è legata, invece, alle abitudini della maggior parte delle persone, che sin dall’infanzia viene normalmente abituata alle comodità di una vita facile e senza rischi.
    La difficoltà oggettiva delle manovre in canoa, lontane dagli schemi motori abituali e connesse ai gesti sportivi ed alle attività pratiche più comuni, oltre alla necessità di disporre di un elevato equilibrio ed adattamento alle condizioni mutevoli di una situazione in continuo movimento, costituiscono indubbiamente un altro ostacolo importante alla diffusione del nostro sport.
    In parole più semplici, in canoa appena sbagli “vai a bagno” (per i non addetti: ti ribalti e sei costretto ad uscire da kayak e nuotare - magari nell’acqua gelida - un poco, mentre qualche anima pia ti recupera il materiale).
    Insomma: fatica e freddo a farti compagnia a tutto svantaggio della simpatia per questa situazione.

    I media

    Parliamo ora dell’effetto dei media, della pubblicità e degli status symbol: quanto spesso vi è capitato di sentir parlare di canoa? Soprattutto in Italia, in televisione si parla tantissimo di calcio, un pò di formula 1, un pò di moto/tennis/sci/ciclismo, e poi via via degli altri sport minori; i campioni di questi sport, famosi e strapagati, diventano i modelli da seguire.

    Chi non ha mai sentito parlare di Cristiano Ronaldo? Francesco Totti? Schumacher? Michael Jordan? Valentino Rossi? Della canoa invece non si parla mai; solo un pochino quando vinciamo una medaglia d’oro alle olimpiadi (già due volte!). Gli alletti che decidono di dedicarsi a questo sport devono essere mossi da una passione veramente forte, e anche questa spesso non è sufficiente a farne un "lavoro".

    Le istituzioni

    Una conseguenza logica diventa che se in Italia se vuoi costruire uno stadio di calcio puoi avere di tutto: ottenere approvazioni lampo, glissare su vincoli idrogeologici, costruire case e cementificare come se non ci fosse un domani: molto spesso non solo non sarai ostacolato, ma addirittura aiutato.
    Se invece malauguratamente ti venisse in mente di voler costruire un campo slalom per la canoa (tirare qualche cavetto d’acciaio su di un canale o di un fiume per appendere delle paline di plastica tra le quali allenarti) o uno sport da rodeo (un’onda artificiale dove fare freestyle) sarai ostacolato in tutti i modi finché non farai nulla o farai qualcosa di abusivo.

    Nessuna struttura, poco pubblico, assenza di audience: così lo sport non decolla, i giovani non si avvicinano e quindi rimaniamo nel ghetto.

    E allora... chi ce lo fa fare?

    Nonostante tutte le avversità, chi si avvicina al mondo del kayak finisce per trovarlo lo sport più bello del mondo. Per sapere il perché… vi toccherà aspettare il prossimo articolo, ma intanto siamo curiosi della tua opinione! Cosa ti fa amare la canoa? Lascia un commento.

  • Prime discese, qualche consiglio!

    Kayak privameraCome ogni anno, all’avvicinarsi dell’inverno ti sei detto: quest'anno col cavolo che rimango fermo per tutta la brutta stagione, quest'anno farò in modo di arrivare a primavera in perfetta forma. Tutte le domeniche - per forza - slalom a Vigevano, il lunedì in piscina in canoa e, perché no, una volta alla settimana sarebbe il caso di andare a fare una pagaiata sul Ticino, prima che arrivano le zanzare.

    Invece è successo che, di nuovo, il lunedì faceva troppo freddo per andare in piscina, il Ticino alla fine "non è così vicino" e poi "sai che code ad andarci dopo l’ufficio"; la domenica avresti potuto ma che fai, con la fidanzata non ci stai mai?

    Sappiamo che sicuramente l’anno prossimo andrà diversamente ma per il momento, ecco sei preziosi consigli per apprezzare le prima discese in canoa al meglio:

    Fai un paio di uscite infrasettimanali a pagaiare (canale o lago sono perfetti) o pratica un pò di slalom per sciogliere la ruggine prima di tuffarti a capofitto in un weekend in canoa.

    Evita di cimentarti subito in discese impegnative: sembra banale ma dopo un lungo periodo senza andare in fiume si perdono i tempi e l'abitudine all'acqua che corre, perciò sarebbe consigliabile iniziare con un tratto su cui si è sufficientemente confidenti (hai tutta la stagione di tempo!)

    Fai un buon riscaldamento prima della discesa: stretching leggero con posizione mantenute al di sotto dei 10 secondi, qualche flessione, saltello, torsione con il busto e un paio di minuti di pagaiata sono più che sufficienti per preparare il corpo all'impatto con la prima discesa.

    Prova un paio di eskimi a inizio discesa (sempre che la temperatura non sia sotto zero...)

    Improvvisa percorsi di slalom durante la discesa, prendendo le morte e provando boof ovunque possibile, per esempio sui cuscini d'acqua di fianco ai massi più grossi (se il fiume lo permette!): ti aiuterà a riacquisire sicurezza e precisione.

    Fai un ripasso dell'uso della corda e delle basi della sicurezza, in modo da poter affrontare la discesa con serenità.

    Ma soprattutto, non preoccuparti se le prestazione delle prime discese non saranno fantastiche: è un classico sentirsi un pò "legati", perciò non ti abbattere ma cimentatati con maggiore entusiasmo e vedrai che, tolta la ruggine, le soddisfazioni arriveranno (e il divertimento anche!).

    Se hai intenzione di passare sul fiume le vacanze di Pasqua, tra le mete in cui hai maggiori possibilità di trovare livelli ottimali ci sono la Corsica, il Sud della Francia, l’Albania, la Grecia, i Pirenei, il Marocco e ovviamente... la VALSESIA!

    Buona prima discesa a tutti : )

  • Sognando Patagonia: viaggi in kayak con i nostri amici di Auquinco

    kayak patagonia

    Cari amici,

    l’estate non è ancora finita, e fino al 24 settembre vi aspettiamo per festeggiare con noi gli ultimi weekend estivi.

    Per chi proprio non volesse arrendersi all’arrivo della stagione invernale, vi segnaliamo però una bellissima idea di viaggio organizzata dai nostri amici di Auqinco kayak in Patagonia.

    Auquinco significa agua que resuena (“l’acqua che risuona”) in Mapuche. È l’acqua che ti sta chiamando. È un richiamo primitivo, un suono costante, una preghiera: l’acqua che danza sui sassi scivolosi nel letto del fiume.

    Auquinco è anche un team di amanti del fiume che ha deciso di rispondere al suo richiamo. Proponiamo viaggi organizzati in kayak agli amanti del fiume, per far conoscere la Patagonia Cilena. Un viaggio per scoprire l’anima del Cile, che vi porterà a vedere i paesaggi più belli ed ancora intatti, i luoghi più remoti e selvaggi ed i fiumi più cristallini, un viaggio che vi porterà in contatto con il vostro spirito. 

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